Comunicare, v. tr. e intr. [dal lat. communicare, der. di communis «comune»

a cura di Paolo Angelucci

La terapia non è solo un processo di cambiamento individuale, ma anche un'opportunità per ridefinire le relazioni familiari." (Salvador Minuchin)

a. tr. Rendere comune, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali: cpensieriideesentimenticla propria scienzacil coraggioil timoreriuscì a comunicarmi la sua ansia. (Treccani)

Come ci suggerisce il vocabolario, comunicare significa mettere in comune, cioè prendere qualcosa che è dentro di noi e metterlo a disposizione di qualcun altro.

Purtroppo non sempre quello che ‘mettiamo a disposizione’ arriva a destinazione nello stesso modo e nelle stessa forma nella quale l’abbiamo prodotto.

I problemi di comunicazione sono alla base di moltissime situazioni che col tempo diventano fonte di forte stress, disagio e non raramente danno luogo anche a sintomi come ad esempio l’ansia.

Nella terapia familiare si fa particolare attenzione alla comunicazione, si cerca di scovare dove si annidano le incomprensioni e si cerca di istruire la famiglia o il paziente affinché non si cada negli errori tipici che generano incomprensioni, malumori etc.

La moglie entra in casa, vede che l’immondizia non è stata buttata e chiede al marito: “Ma non hai buttato l’immondizia oggi?”. Questa potrebbe sembrare una semplice domanda, priva di ogni valenza emotiva e di tipo semplicemente organizzativo.

In realtà c’è un sotto campo, oltre le parole, che rende il messaggio negativo alle orecchie di chi ascolta. E’ una richiesta non veritiera, lei non vuole sapere se l’ha buttata oppure no, lo sa già, vuole inviare una velata critica.

E’ come se tra i due ci fosse un traduttore automatico che trasforma il messaggio in questo modo: “visto che non hai buttato l’immondizia, cosa che davo per scontato che tu facessi, adesso lo devo fare io e sono contrariata per questo”.

Da questo momento in poi la comunicazione si carica di significati non espliciti ma potentissimi: c’è critica, giudizio, invalidazione. E’ molto probabile che da qui nascerà una discussione.

Se invece la moglie entrando avesse detto: “Come mai non hai buttato l’immondizia?” il messaggio sarebbe stato più pulito, il ricevente può ascoltare solo le parole e rispondere serenamente “Non ho avuto tempo” oppure banalmente “Uh, me ne sono dimenticato! Lo faresti tu al posto mio?”

Il messaggio è esplicito, non nasconde significati e può essere processato letteralmente.

 

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